Julie Mellery

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Cosa sara’

Vorrei fare un brindisi alla civilizzazione IKEA! Questa ditta è così rappresentativa della nostra società che risulta ormai difficile non farne il nome. Ha preso il sopravvento su molti mestieri artigianali, ha ridotto i gusti della maggioranza della gente a una ideologia uniformante , non c’è rintracciabilità sugli articoli venduti, chi li produce? Temo che siano minorenni sfruttati, no?? Nulla a che vedere con un prodotto di qualità a km zero, di conseguenza un impatto devastante sull’ambiente.

Lo so, lo so … a un prezzo così non si trova più niente. È un circolo vizioso: diventano prodotti usa e getta sia a causa del loro prezzo così basso sia per la loro scarsa resistenza . Ma non importa: andiamo in gita la domenica da IKEA, è così divertente! Le catene di produzione multinazionali sono riuscite a farci dimenticare che per ogni mobile ideato e realizzato ci vogliono ore di lavoro. La manodopera e la mente che c’è dietro a un pezzo artigianale non giustifica un prezzo giusto? Questa premessa vuole introdurre il mio lavoro, o meglio il lavoro di ogni artigiano.

Mi definisco artigiana anche se non riesco a vivere della mia passione. Ovunque cammini, presto attenzione a ciò che la strada mi offre, si trovano ancora dei pezzi interessanti.. “Dal letame nascono le rose”: una sedia che diventerà una lampade a muro, una bobina rivestita si trasformerà in un tavolo, un cassetto diverrà un tavolo basso/baule, assi di legno saranno lavagne decorative e così via.

Mi nutro di quello che viene reputato marcio o inutile, da lì nascono pezzi unici con un’anima vera: la mano dell’uomo o della donna lì è ancora visibile. Osservo, scruto, frugo, trasporto, pulisco, taglio, sego, foro, inchiodo, dipingo, rifletto giorni a volte per superare un ostacolo, infine riproduco e sviluppo il concetto se trovo un riscontro positivo nell’altra persona. Ecco il lavoro dell’artigiano.

Interessi e influenze: Ombre e squarci di luce, layout di riviste e giornali, motivi e simboli che ricorrono nella decorazione degli oggetti delle società preindustriali, totem, stoffe, piastrelle di una certa epoca, camion pachistani dipinti, copertine di dischi e CD, titoli di testa e di coda, in particolare quelli concepiti da Juan Gatti, Chaissac, forme e colori sviluppati durante gli anni 70…

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